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    October 24

    Alluvione nel Cagliaritano

     

    Calamità innaturali, solo umane: no
    ai falsi su speculatori e politici collusi

    di Giorgio Melis

    Tutti dicono “calamità naturale”: banalità ripetitiva, falsa e deliberatamente fuorviante per occultare le responsabilità vere e note. Nel suo nome apocalittico e assolutorio, si chiedono periodicamente interventi straordinari, grandi finanziamenti pubblici spesso tardivi o tardivamente erogati alle vittime. Ora basta prendersi in giro o ingannare i cittadini. Chiamiamole col loro vero nome, accusatorio. Sono calamità innaturali, attentati umani non della natura. Provocati in gran parte dall'uomo: il peggior nemico della natura, dell'ambiente, del territorio in cui vive, opera, specula, distrugge. La natura segue indifferente il suo corso dal tempo dei tempi, ora normale, ora devastante. Anche nel nubifragio che ha spazzato il Cagliaritano - falciando vite umane, facendo un deserto dove si era preteso di creare dissennato, selvaggio sviluppo edilizio contro ogni legge di natura, umana e vecchio buon senso antico - l'eccezionalità delle precipitazioni ha avuto effetti disastrosi ma non determinanti nelle conseguenze ultime sulle persone e sul territorio. Ma gli eventi straordinari sono diventati da tempo ordinari. Anche e soprattutto nella stessa zona del disastro di mercoledì, che ha replicato quelli rovinosi di dieci anni e trent'anni fa. Appunto la normalità - a scadenza periodica ma sicura e incombente sempre - dei picchi di piovosità di solito dopo fasi siccitose, inchioda i colpevoli alle loro responsabilità per le nefandezze di molti e pochi anni fa (magari con altre ancora in corso) e per non aver messo in sicurezza zone a densità abitativa enorme e al riparo dai pericoli da loro stessi creati...

    http://www.altravoce.net/2008/10/24/natura.html

    October 07

    Un centro pediatrico in Darfur

    L'iniziativa di Emergency:

    http://www.lanostraideadipace.it/

     

    L'anno scorso con la campagna "Diritto al cuore" - promossa per sostenere il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan - sono stati inviati oltre 620.844 sms. La raccolta fondi complessiva è stata di 699.671 euro e tutti i fondi sono stati utilizzati a copertura dei costi di acquisto di materiale sanitario e di consumo impiegato presso il Centro a Khartoum.

    Con l'iniziativa "Un Centro pediatrico in Darfur. La nostra idea di pace" si raccolgono fondi per iniziare i lavori di scavo e costruzione di un Centro che potrà offrire cure mediche di base ai bambini fino a 14 anni, programmi di immunizzazione e attività di educazione igienico-sanitaria in un'area del Sudan.

    I costi di costruzione, di equipaggiamento e di avvio della struttura sono stimati in circa 600 mila euro.

    Dal 3 al 22 ottobre è possibile fare una donazione tramite SMS solidale per sostenere il nuovo progetto di Emergency. Si può donare 1 euro se si invia un SMS al 48587 dal telefonino personale (per i clienti TIM, VODAFONE, WIND, 3). Si donano 2 euro se si chiama al 48587 da rete fissa TELECOM.

    Con questo progetto Emergency assicurerà assistenza sanitaria qualificata e gratuita alla popolazione di un'area vastissima, dando attuazione a un diritto umano fondamentale: il diritto alla salute.

    September 12

    PIMPAMI LA STORIA

     
     
    Bella prof, che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield. Via la camicia rossa e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli. Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban, e poi taglia la barba a ‘sta capoccia da Imam; un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme: ora sì che Gary c'ha i più fieri dei fan! "Bella!"
    Mondiale è la seconda guerra, ma su 'sto libro è dato che abbiamo ingoiato... merda! È regolare che non studia nessuno, scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1. I campioni siamo noi." Siamo noi, perciò aggiungi "po-po-po-po-po", il capitano fa gol, bordello come Gogol. Storia XL, non una small: pimpala!
    «Questa è la storia prof, la vera storia prof, lo dice uno che se esce dal culo fa plòf.»

    Bella prof, pimpami la storia! Che storia
    Bella prof, pimpami la storia! Bella storia.

    Si stava meglio quando si stava peggiorando. Gli oppositori, traditori peggio di Ronaldo, non li mandavano al fresco di una cella, ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow. "Prof", il ventennio pimpamelo: scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero di relax in pedalò, piedi nudi nei sabot; 25 aprile giorno dei caduti di Salò. Umberto di Savoia non andò via, ma che repubblica, la gente vota monarchia; non c'è partita tra re e democrazia, è come mettere la Psp col Game Gear. E la costituzione è un cd con una traccia, l'ultima hit da spiaggia. Il nonno di Eminem minaccia: tutta l'Europa deve suonare il piano Marshall!

    «Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof, tipo che quella di un cosacco di nome Popoff.»

    Dalla mia storia cancella i fricchettoni, con la spada nel braccio e non nel cuore come Little Tony. Questi fattoni sempre sotto i riflettori... Scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni. Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri... ma no! Non mi interessano argomenti come questi. Io di quei tempi voglio ricordare solo "La liceale nella classe dei ripetenti".
    Così funziona e per fortuna fa trend, il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend. Adesso serve un finale potente che terrorizzi l'occidente più dell'urlo di Chen: da qui in avanti qualunque cosa succeda, scrivi che la colpa è di Al Qaeda.
    Me l'hai pimpata di brutto prof, vedrai patiti della storia fin dalla scuola media.

    "Questa è la storia prof, la vera storia prof, e non c'è niente da ridere non è Zelif Off."
     
    CAPAREZZA
     
      
     
    September 03

    Non vedo l'ora di guardarlo!!!

    GAKE NO UE NO PONYO

    Il nuovo film di Hayao Miyazaki

     Arriva il nuovo lavoro di Hayao Miyazaki  intitolato "Gake no ue no Ponyo" (Ponyo sulla scogliera).


       

    In un piccolo paese sul mare. Sosuke è un ragazzino che vive in una casa su una collina. Un giorno incontra una pesciolina di nome Ponyo che cavalca una medusa ad è scappata di casa. Ponyo spinge la sua testa dentro un vasetto di vetro ma non riesce a liberarsi. Sosuke la trova e l'aiuta a uscire dal vasetto.

    Ponyo e Sosuke si innamorano l'una dell'altro. "Ti proteggerò" dice Sosuke. Ma Ponyo viene riportata a casa da suo padre Fujimoto. Il padre una volta era un essere umano ma è diventato un abitante del mare.

    "Voglio diventare umana!", dice Ponyo. Così chiede alle sue sorelline di aiutarla a rubare la bacchetta magica del padre e parte per il mondo degli umani dove vive Sosuke.

    I pericolosi poteri della vita del mare sono liberati. Il mare si ingrossa, una tempesta imperversa e le sorelline si trasformano in enormi pesci. Come un enorme tsunami si diriggono verso la collina dove vive Sosuke.

    Un ragazzino, una ragazzina. Amore e responsabilità. Mare e vita. Nel tempo delle psicosi e dell'ansietà, una storia di una madre e di sua figlia che Miyazaki Hayao descrive senza esitazione.

    September 01

    da vedere: Questo oscuro oggetto del desiderio

     
     
    August 29

    Love story non corrisposta

     
    Kira vuole Paco...
     
     
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    ma Paco vuole Topino...
     
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    ma Topino non vuole nessuno!
     
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    July 28

    Bruno Tognolini presenta...

     
    PER GLI INCENDI DELLA SARDEGNA


    Macchia di mirti, corbezzoli, cisti
    Scura dimora di mondi mai visti
    Madre di piccola vita stupenda
    FUOCO LA PRENDA
    Bosco di sughere, castagni, lecci
    Padre di foglie, fatto d'intrecci
    Nero di ombre, fitto di luci
    FUOCO LO BRUCI
    Terra di rocce ruggine e argento
    Madre d'incendi figli del vento
    Non serve a niente che canti e che piangi
    FUOCO LA MANGI
    Mano segreta che spargi quel fuoco
    Bruci il tuo mondo per così poco
    D'ora in avanti prima che accenda
    GIUSTIZIA TI PRENDA
    July 21

    " Zio Mondo" di Bruno Tognolini

     
     
     
    Dal libro...

    Viveva, in un'isola piena di luce chiamata Sardegna, una bambina dal cuore lucente chiamata Nietta. Era piccola e bella, scura di pelle, nera di pelo, piena di pepe.
    La sua vita era serena, fatta di giorni sugosi come ciliege. Una ciliegia dopo l'altra veniva autunno, passava inverno, tornava primavera. Lei correva se era giorno, dormiva se era stanca, era felice se qualcuno raccontava, e non aveva paura mai di nulla.
    Ma un giorno la mamma di Nietta si ammalò, e tutti a casa furono zitti all'improvviso. Nessuno lanciava più gridi, nessuno narrava più storie, e soprattutto nessuno diceva quando la mamma sarebbe uscita dalla stanza.
    Nietta ebbe paura. E se la mamma fosse morta? Quando? Stanotte?
    Ohi ohi, no! Doveva mangiare ancora tanto pane, la sua cara mamma, pane e ciliege dei giorni, con lei abbracciata!
    Decise di fare qualcosa.
    Aveva sentito una storia, una volta, dove un giovane si metteva per via in cerca del Fiore Domani, che serve per far nascere ogni giorno il giorno dopo.
    Decise di trovare questo fiore per metterlo nella stanza della mamma, in un bicchiere, così che per lei venisse domani, e poi domani ancora, fino a tutte le ciliege dei giorni.
    Nel pomeriggio pieno di sole Nietta partì. Prese un viottolo fresco, che sgattaiolava fuori paese senza sembrare, e in un attimo fu nella campagna.

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    ...In quel momento una civetta bianca volò sulle spalle di Nietta e le disse: -Andiamo. Così partirono Nietta, Babballòtti, Babbaiòla, Pibitzìri e Cuccumèo, camminando sulle terre addormente, sotto la zia notte zitta e le stelle ziette zitelle. Il viaggio fu lungo e lunghissimo, e si dissero un mucchio di cose...

    <<Le storie, e tra esse soprattutto le fiabe, sono attrezzi di comprensione della vita. Forse, prima ancora che di comprensione, di "avvistamento". Servono per distinguere la vita, percepirne la forma e nominarla. Come quando guardiamo una congerie incomprensibile di cose, un letto di foglie, le macchie sul muro, le nuvole: non distinguiamo niente, distogliamo lo sguardo. Se però continuiamo a guardare, a un certo punto ci vediamo un animale, e questo in qualche modo ci tranquillizza. "Ecco - diciamo - è un coniglio, è un cammello". Quell'animale è la "storia" che rende, prima ancora che comprensibile, visibile e poi nominabile quel caos. Il negativo della vita si presenta a grandi e bambini in forme caotiche e insensate, incomprensibili e talora inaffrontabili. Le storie - e le loro avanguardie, le fiabe - danno una forma e dei nomi a questo caos. La vita, con le sue gioie e i suoi mali, acquista forma specchiandosi sullo specchio delle storie. Perciò le prime storie, le fiabe, per specchiare e rendere visibili le prime campate della vita, devono essere specchi lindi e scintillanti.

    ...Un'altra funzione primaria ed eterna delle storie è quella di far balenare "altrove" meravigliosi, regni lontanissimi e stupendi, perché nasca in ciascuno il desiderio di mettersi per via, coi piedi o con lo spirito. E niente di strano che, se una volta gli altrove delle storie erano i regni d'oltremare, le isole sconosciute, le foci del Nilo, oggi siano le campagne e i fiumi e il cielo magari appena fuori città. Per molti bambini che vivono nelle città, e che magari ne analizzano i destini ecologici sui libri di scuola, questi mondi sono regni remoti e fiabeschi. E allora eccoli specchiati nella fiaba come orizzonti di viaggio e d'avventura.

    ...In Sardegna, come in altre terre del Sud d'Italia, non è ancora scomparso del tutto l'uso di chiamare ogni adulto Zio o Zia: Zio Marras, Zia Mariangela, Zio Lilliccu. È forse un modo di generare fra gli uomini, o magari scaramanticamente augurare, una parentela espansa, non troppo vincolante (non fratello e sorella: zio e zia) ma solidale e fidata, che premunisca contro l'estraneità, la solitudine davanti ai mali del vivere. Io credo che questo imparentarsi col mondo sia un gioco a due, reciproco e speculare, come quelli che fanno le bambine battendo le mani una di fronte all'altra. Nietta trova zii dappertutto perché lei si sente nipotina di tutto. Forse perché ha avuto genitori e parenti e vicini e maestre che le hanno insegnato, con l'esempio, così. È solo una fiaba, d'accordo, iperbolica ed esemplare: forse non esiste un mondo "zio" degli uomini; ma credo che i bambini "nipotini" possano essere ancora tanti...>>.

                                                                                                                  Bruno Tognolini

     

    July 16

    Filastrocca

    PER UNA TV QUADRA TONDA


    Mio nonno ciccione si chiama Felice:
    è vero anche se la TV non lo dice.
    In piazza da ieri è arrivata la giostra:
    è vero anche se la TV non la mostra.
    A me piace Chicco ma a lui piace Carla:
    è vero anche se la TV non ne parla.
    A quello che dico mio padre ci crede:
    è vero anche se in TV non lo vede.
    Le cose del mondo son molte di più
    di quelle che entrano nella TV.
    E se lo disegni, è presto spiegato:
    il mondo è rotondo, il video è quadrato.
     
                           Bruno Tognolini
            
     
    July 05

    ...per chi si sente gabbiano Jonathan o per chi sogna di "volare"...

     
               gabbiano_1_
     
    "...Ma il gabbiano Jonathan Livongston-che faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentare la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo-no, non era un uccello come tanti.
    La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che delle nozioni elementari:gli basta arrivare dalla costa a dov'è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volar non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più di ogni altra cosa al mondo, a jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.
     
    Ma a sue spese scoprì che, a pensarla in quel modo, non è facile poi trovare amici, fra gli altri uccelli. E anche i suoi genitori erano afflitti a vederlo così: che passava giornate intere tutto solo, dietri i suoi esperimenti, quali suoi voli planati a bassa quota, provando e riprovando...E il gacbbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Volò oltre le Scogliere Remote, ben oltre. Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere...
     
    Imparò dormire sospeso a mezz'aria, dopo aver stabilito alla sera la sua rotta, nel letto della corrente d'un vento fuoricosta, e coprire così un centnaio di miglia dal tramonto all'alba. Con uguale padronanza ora volava attraverso fitti banchi di nebbia sull'oceano, o sennò si portava al di sopra di essi, dove il cielo era limpido e il sole abbagliava...mentre gli altri gabbiani, con quel tempo, se ne stavano appollaiati in terraferma, mugugnando per la pioggia e la foschia...
     
    Quel che aveva sperato per lo Stormo, se lo godeva adesso da sé solo. Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch'erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d'un gabbiano. Ma, con l'animo sgombro da esse, lui per lui, visse contento, e visse molto a lungo..."
     
     
    June 12

    no al nucleare

     

    Greenpeace Bari: NO al nucleare sovietico di ENEL

     

     

    Sei proprio sicuro di volere nuove centrali nucleari?

      

      

    Roma, Italia — Questa mattina attivisti di Greenpeace "in giacca e cravatta" hanno consegnato un regalo a Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, in occasione dell'assemblea degli azionisti del Gruppo. All'interno dell'assemblea, Fondazione Culturale Responsabilità Etica - con il sostegno di Greenpeace e CRBM (Campagna per la riforma della Banca Mondiale) - è intervenuta per portare all'attenzione degli investitori un documento di forte critica alla politica energetica di Enel pro carbone e pro nucleare.

    In Italia Enel ha intenzione di arrivare a coprire il 50% della propria produzione elettrica da carbone, il combustibile con le più alte emissioni di gas serra. La sola conversione a carbone della centrale di Civitavecchia comporterà l'emissione in atmosfera di oltre 10 Mt di tonnellate di CO2 ogni anno, mentre il Paese dovrebbe ridurle di 100 Mt al 2012 per rispettare gli obiettivi di Kyoto.

    Greenpeace critica fortemente anche la decisione di riversare 1,9 miliardi di euro nel completamento di due pericolosi reattori nucleari sovietici...

    http://www.greenpeace.org/italy/news/azionariato-critico

     
    May 06

    Persepolis

     

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    Teheran, 1978: Marjane, otto anni, sogna di essere un profeta che salverà il mondo. Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià.
    Con l'instaurazione della Repubblica islamica inizia il periodo dei "pasdaran" che controllano i comportamenti e i costumi dei cittadini. Marjane, che deve portare il velo, diventa rivoluzionaria.
    La guerra contro l'Iraq provoca bombardamenti, privazioni e la sparizione di parenti. La repressione interna diventa ogni giorno più dura e i genitori di Marjane decidono di mandarla a studiare in Austria per proteggerla.
    A Vienna, Marjane vive a 14 anni la sua seconda "rivoluzione": l'adolescenza, la libertà, l'amore ma anche l'esilio, la solitudine, la diversità.
    Sono rari i film di animazione in grado di far percepire al pubblico le difficoltà dell'esistenza di chi li ha ideati. Spesso impegno in difesa dei diritti e qualità grafica non convivono. In questo caso il connubio è perfettamente riuscito. Marjane Satrapi è riuscita a trasformare i quattro volumi di fumetti in cui raccontava, con dolore e ironia, la propria crescita come donna in un Iran in repentina trasformazione e in un'Europa incapace di accogliere veramente il diverso, in un lungometraggio di animazione di qualità. Ha anche un altro merito che le va attribuito: è riuscita a sfuggire alle sirene hollywoodiane che la volevano sedurre con la proposta di film in cui
    Jennifer Lopez sarebbe divenuta sua madre e Brad Pitt suo padre. Ha tenuto duro e ne è nata un'opera in bianco e nero (con lampi di colore) capace di raccontare un'infanzia e un'adolescenza al femminile comune e differente al contempo. Comune perchè tante giovani donne si potranno ritrovare nel suo percorso di crescita. Differente perchè la donna in Iran è (per chi ha dettato e detta le leggi) meno donna. Per una volta ci venga concessa una citazione diretta: vedere questa giovane regista non riuscire più a trattenere le lacrime nel corso di una standing ovation durata 15 minuti a Cannes dava la misura della difficoltà di una vita ma anche della necessità di non dimenticare lo springsteeniano "No retreat no surrender".

    April 30

    EROE ( STORIA DI LUIGI DELLE BICOCCHE)

       
     
      VIENI A BALLARE IN PUGLIA
     
      
    April 25

    oggi è festa...

     
    April 14

    film: INTO THE WILD

     
    ...DA VEDERE ASSOLUTAMENTE
     
      
     
      
     
    Into the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme" diventato un classico della sottocultura urbana. Dalla lettura del libro, Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima di ottenere i diritti. Questa incredibile pazienza testimonia una testarda sensibilità che è unica nel panorama cinematografico di oggi.
    Sono due gli elementi che hanno guidato Penn nel doppio binario della regia e della sceneggiatura. Il tema della fuga ma soprattutto quello dell'inseguimento di un qualcosa che faciliti la conoscenza di sé.
    Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia. Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un'istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
    Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base. Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale. Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti.
    Ancora più maturo e disinvolto nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.
    March 24

    Daniele Silvestri

    " CHE BELLA FACCIA"
     
      
     
    March 20

    Buona Pasqua a tutti!!!

     

    buona-pasqua

    Dall'uovo di Pasqua
    è uscito un pulcino
    di gesso arancione
    col becco turchino.
    Ha detto: "Vado,
    mi metto in viaggio
    e porto a tutti
    un grande messaggio".
    E volteggiando
    di qua e di là
    attraversando
    paesi e città
    ha scritto sui muri,
    nel cielo e per terra:
    "Viva la pace,
    abbasso la guerra".

    Gianni Rodari

    March 13

    FILM: CARAMEL

     
     
      
     
    A Beirut, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza: Layale (Nadine Labaki), innamorata di un uomo sposato, Nisrine (Yasmine Al Masri), che sta per sposarsi e non sa come dire al futuro sposo che ha già perduto la verginità, Rima (Joanna Moukarzel), che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne, Jamale (Gisèle Aouad), ossessionata dall'età e dal fisico, e infine Rose (Siham Haddad), che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella Lili (Aziza Semaan). Nel salone, tra colpi di spazzola e cerette al caramello, si parla di sesso e maternità, con la libertà e l'intimità propria delle donne.
    Nadine Labaki, insieme protagonista e regista del film, ci propone un affresco sulle donne, che non mancherà di andare dritto al cuore delle spettatrici, ma non solo. Un acquerello a tinte delicate, mai volgari, che tratta però temi di scottante attualità: la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti. Stupiti, contempliamo come i problemi del mondo femminile siano sempre gli stessi, anche se il progresso sembra essersi fermato agli anni '80. Le donne fanno scudo, insieme, per affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.
    Con colori e fotografia degni dei pittori fiamminghi, Labaki poggia lo sguardo sulle dolci malinconie quotidiane, senza cadere nello scontato o nello stucchevole, e riuscendo a raccontare ben sei storie in una sola, senza che nessuna prenda il sopravvento. Narra attraverso gli occhi, i suoni, gli odori, in modo così pregnante da convincerci di poter toccare e assaporare, come se fossimo realmente immersi nell'atmosfera della ben bilanciata sceneggiatura.
    Una parola a parte va indubbiamente spesa per la colonna sonora, dosata con saggezza, sempre presente e non stancante, che non mancherà di far ricordare il suo autore, Khaled Mouzanar.
    March 09

    Proposta di lettura

    "Diario di scuola", di Daniel Pennac

    Gli ultimi saranno. Forse non i primi, ma saranno. E' questo il messaggio che emerge dall'ultimo libro dello scrittore francese Daniel Pennac, "Diario di scuola", uscito in Italia il 21 febbraio.
    Caso letterario in Francia, questo romanzo-saggio tratta problema della scuola dal punto di vista dell'allievo "asino".
    Come ribadisce l'autore, ex-somaro lui stesso, il libro, ricco di riferimanti autobiografici, non ha come argomento gli "asini", ma il dolore provato da questi ultimi nello scoprirsi tali.
    Dolce e pungente, il libro cattura il lettore facendolo immedesimare nelle angosce, nella vergogna ma soprattutto nelle paure che prova l'allievo che non riesce ad essere bravo a scuola.
    Il dolore che prova il somaro non è un tormento solitario: spesso di tale sentimento è resa partecipe la famiglia, la quale vive come una frustrazione l'incapacità del figlio, giudicandola erroneamente come premonitrice di futuri e certi fallimenti, nonchè i professori, i quali provano un senso di sconfitta nel vedere i tentativi di insegnamento vanificarsi di fronte al somaro.
    "Diario di scuola" non vuole investigare sulle cause dell'essere asino; nessuna indagine psicologica o sociologica si ritrova all'interno del libro, ma piuttosto emerge un'accettazione del "mistero" riguardante le cause che rendono un allievo un "somaro".
    Secondo Pennac, è necessario "combattere" tale fenomeno iniziando innanzitutto a far amare ai ragazzi gli argomenti che essi odiano.
    I professori diventano allora il fulcro della questione: un professore che riesce a trasmettere la passione per la materia che insegna, il quale non ha paura di mettersi in gioco con gli allievi, diventa automaticamente l'antidoto migliore alla non riuscita scolastica; il buon insegnante sa inoltre che l'apprendimento è un processo lungo e complesso, che necessita di lentezza e a cui non può essere chiesto di uniformarsi alla frenesia tipica della società di oggi.
     
    Nei vari incontri con il pubblico tenuti dall'autore, Pennac ha toccato più volte questo tema, sottolineando come i bisogni che lui considera "fondamentali" (scrivere, ragionare riflettere) siano azioni che necessitino di silenzio, concentrazione e individualismo, concetti palesemente in contrasto con il modo di vivere attuale.
    Analizzando gli adolescenti di oggi, che lo scrittore definisce "ragazzi-clienti", egli ha rilevato quanto essi siano in relatà plasmati ad uso e consumo della società del marketing:i loro bisogni e desideri devono essere soddisfatti tutti e subito, e non c'è da stupirsi se poi si verificano episodi di bullismo e violenza.
    Insomma, un romanzo da leggere, che può dare fiducia agli asini e "assolvere" coloro che lo sono stati.
     
    martina Ambrosini in  http://www.peacereporter.net/