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July 19 Filastrocca dlle differenzeJuly 09 Momo...Ma la realtà era molto diversa. Certo i risparmiatori di tempo erano vestiti meglio della gente che viveva nei dintorni dell’anfiteatro; guadagnavano più denaro e potevano spendere di più. Ma avevano facce afflitte, stanche o amareggiate e occhi duri e freddi…Secondo il loro modo di pensare anche il tempo libero doveva essere messo a profitto, e in tutta fretta, per procurarsi divertimenti e distensione nella massima misura possibile. Così non potevano celebrare feste o commemorare avvenimenti tristi o lieti;i sogni erano considerati quasi dei crimini. Ma la cosa più difficile da sopportare era, per loro, il silenzio. Nel silenzio li assaliva l’angoscia perché nel silenzio intuivano quel che stava capitando alla loro vita. Per questo facevano rumore quando il silenzio li minacciava; però non il baccano giocondo che regna là dove giocano i bambini, ma un rumore rabbioso e sgomento… Che a uno piacesse il suo lavoro e lo facesse con amore per l’opera creata, non aveva importanza…anzi dava fastidio: Importante era solo fare il massimo di lavoro in un minimo tempo… Fabbricavano case d’abitazione a molti piani, casermoni che si assomigliano come un uovo bianco. E siccome tutte le case erano uguali, anche le strade erano identiche. E quelle strade monotone aumentavano e aumentavano, rettifili lanciati a perdersi nell’orizzonte. Un deserto di ordine. Allo stesso modo scorreva la vita dell’umanità che le abitava: rettifili fino all’orizzonte. Perché lì tutto era calcolato e pianificato con esattezza, ogni centimetro e ogni istante. Nessuno si rendeva conto che, risparmiando tempo, in realtà risparmiava tutt’altro. Nessuno voleva ammettere che la sua vita diventava sempre più povera, sempre più monotona e sempre più fredda. Se ne rendevano conto i bambini, invece, perchè nessuno aveva più tempo per loro. Ma il tempo è vita e la vita risiede nel cuore. E tanto più ne risparmiavano, tanto meno ne avevano.... |
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