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    March 24

    Daniele Silvestri

    " CHE BELLA FACCIA"
     
      
     
    March 20

    Buona Pasqua a tutti!!!

     

    buona-pasqua

    Dall'uovo di Pasqua
    è uscito un pulcino
    di gesso arancione
    col becco turchino.
    Ha detto: "Vado,
    mi metto in viaggio
    e porto a tutti
    un grande messaggio".
    E volteggiando
    di qua e di là
    attraversando
    paesi e città
    ha scritto sui muri,
    nel cielo e per terra:
    "Viva la pace,
    abbasso la guerra".

    Gianni Rodari

    March 13

    FILM: CARAMEL

     
     
      
     
    A Beirut, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza: Layale (Nadine Labaki), innamorata di un uomo sposato, Nisrine (Yasmine Al Masri), che sta per sposarsi e non sa come dire al futuro sposo che ha già perduto la verginità, Rima (Joanna Moukarzel), che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne, Jamale (Gisèle Aouad), ossessionata dall'età e dal fisico, e infine Rose (Siham Haddad), che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella Lili (Aziza Semaan). Nel salone, tra colpi di spazzola e cerette al caramello, si parla di sesso e maternità, con la libertà e l'intimità propria delle donne.
    Nadine Labaki, insieme protagonista e regista del film, ci propone un affresco sulle donne, che non mancherà di andare dritto al cuore delle spettatrici, ma non solo. Un acquerello a tinte delicate, mai volgari, che tratta però temi di scottante attualità: la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti. Stupiti, contempliamo come i problemi del mondo femminile siano sempre gli stessi, anche se il progresso sembra essersi fermato agli anni '80. Le donne fanno scudo, insieme, per affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.
    Con colori e fotografia degni dei pittori fiamminghi, Labaki poggia lo sguardo sulle dolci malinconie quotidiane, senza cadere nello scontato o nello stucchevole, e riuscendo a raccontare ben sei storie in una sola, senza che nessuna prenda il sopravvento. Narra attraverso gli occhi, i suoni, gli odori, in modo così pregnante da convincerci di poter toccare e assaporare, come se fossimo realmente immersi nell'atmosfera della ben bilanciata sceneggiatura.
    Una parola a parte va indubbiamente spesa per la colonna sonora, dosata con saggezza, sempre presente e non stancante, che non mancherà di far ricordare il suo autore, Khaled Mouzanar.
    March 09

    Proposta di lettura

    "Diario di scuola", di Daniel Pennac

    Gli ultimi saranno. Forse non i primi, ma saranno. E' questo il messaggio che emerge dall'ultimo libro dello scrittore francese Daniel Pennac, "Diario di scuola", uscito in Italia il 21 febbraio.
    Caso letterario in Francia, questo romanzo-saggio tratta problema della scuola dal punto di vista dell'allievo "asino".
    Come ribadisce l'autore, ex-somaro lui stesso, il libro, ricco di riferimanti autobiografici, non ha come argomento gli "asini", ma il dolore provato da questi ultimi nello scoprirsi tali.
    Dolce e pungente, il libro cattura il lettore facendolo immedesimare nelle angosce, nella vergogna ma soprattutto nelle paure che prova l'allievo che non riesce ad essere bravo a scuola.
    Il dolore che prova il somaro non è un tormento solitario: spesso di tale sentimento è resa partecipe la famiglia, la quale vive come una frustrazione l'incapacità del figlio, giudicandola erroneamente come premonitrice di futuri e certi fallimenti, nonchè i professori, i quali provano un senso di sconfitta nel vedere i tentativi di insegnamento vanificarsi di fronte al somaro.
    "Diario di scuola" non vuole investigare sulle cause dell'essere asino; nessuna indagine psicologica o sociologica si ritrova all'interno del libro, ma piuttosto emerge un'accettazione del "mistero" riguardante le cause che rendono un allievo un "somaro".
    Secondo Pennac, è necessario "combattere" tale fenomeno iniziando innanzitutto a far amare ai ragazzi gli argomenti che essi odiano.
    I professori diventano allora il fulcro della questione: un professore che riesce a trasmettere la passione per la materia che insegna, il quale non ha paura di mettersi in gioco con gli allievi, diventa automaticamente l'antidoto migliore alla non riuscita scolastica; il buon insegnante sa inoltre che l'apprendimento è un processo lungo e complesso, che necessita di lentezza e a cui non può essere chiesto di uniformarsi alla frenesia tipica della società di oggi.
     
    Nei vari incontri con il pubblico tenuti dall'autore, Pennac ha toccato più volte questo tema, sottolineando come i bisogni che lui considera "fondamentali" (scrivere, ragionare riflettere) siano azioni che necessitino di silenzio, concentrazione e individualismo, concetti palesemente in contrasto con il modo di vivere attuale.
    Analizzando gli adolescenti di oggi, che lo scrittore definisce "ragazzi-clienti", egli ha rilevato quanto essi siano in relatà plasmati ad uso e consumo della società del marketing:i loro bisogni e desideri devono essere soddisfatti tutti e subito, e non c'è da stupirsi se poi si verificano episodi di bullismo e violenza.
    Insomma, un romanzo da leggere, che può dare fiducia agli asini e "assolvere" coloro che lo sono stati.
     
    martina Ambrosini in  http://www.peacereporter.net/