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    February 12

    .

    February 01

    Duruduru elettorale

     
    di Bruno Tognolini
     
     

    Noi siamo piccoli, noi siamo sardi
    Piccoli uomini che fanno lunghi sguardi
    Passano i secoli, con piccoli passi
    Noi siamo piccoli però non siamo bassi
    Non siamo bassi perché in cuore siamo scalzi
    Non ci mettiamo né tacchi né rialzi
    Noi stiamo zitti
    Guardiamo il mare
    Secoli fitti che si vedono arrivare

    Arrivano dal mare i soliti Baroni
    Arrivano dal mare i Presidenti ed i Padroni
    I sardi sono piccoli
    I grandi sono fessi
    I nomi son diversi ma i Baroni son gli stessi
    Arriva da lontano, per dirci chi votare
    È un Barone
    Non si riesce a moderare
    I sardi sono arcaici
    Con sopracciglia folte
    Per farcelo capire lui ritorna nove volte
    Cannoni di sorrisi
    Granate di parole…

    Se siamo piccoli, però, perché ci vuole?
    Se siamo piccoli, però, di che ha paura?

    Ha paura
    Del mulo pelle scura
    Ha paura
    Dell’asino nascosto
    Del cuore di quest’isola che sta in un altro posto
    Di qualche spaccatura
    Che sta nascendo altrove
    Di qualche mulo che si sveglia e che si muove
    Di qualche cosa che lo faccia moderare
    Gli sappia fare guerra
    Lo metta a piede in terra
    Qualcosa che è lontana, che a Roma non si sente
    Però quest’isola
    È un altro continente…

    Noi siamo piccoli
    Col pepe nelle vene
    Noi siamo piccoli però guardiamo bene
    Andiamo a votare
    Da chi farci comandare
    Però c’è un modo strano di rispondere ai comandi
    Noi siamo piccoli
    Ma abbiamo gli occhi grandi

    Guardate bene, sardi
    Io guardo e miro
    Guardate bene, sardi
    Io guardo e spero

    Se si può fare
    Un presidente nero
    Si può fare anche un presidente vero

    30 gennaio 2009