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January 27
SE QUESTO E' UN UOMO
Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case; Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no
Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno
Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia ve lo impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
"Là dove si danno alle fiamme i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini".
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" Prima vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti e io non dissi nulla perché non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa."
Martin Niemoeller
Pastore evangelico deportato a Dachau
dal DIARIO DI ANNA FRANK:
9 ottobre 1942
Cara Kitty,
oggi non posso darti che notizie brutte e deprimenti. Stanno arrestando, a gruppi, tutti i nostri amici ebrei. La Gestapo è tutt'altro che riguardosa con questa gente; vengono trasportati in carri bestiame a Westerbork, il grande campo di concentramento per eberei nella Drenthe.[…]
Westerbork dev'essere terribile; per centinaia di persone un solo lavatoio e pochissime latrine... Fuggire è impossibile; quasi tutti gli ospiti del campo sono riconoscibili dai loro crani rasati e molti anche dal loro aspetto ebraico. Se in Olanda stanno già così male, come saranno nelle contrade barbare e lontane dove li mandano? Supponiamo cheper lo più vengano assassinati. La radio inglese dice che li gasano. Forse è il metodo più spiccio per morire. Sono molto turbata.
Lunedì sera, 8 novembre 1943
...Ho un bel parlare del "dopoguerra", ma è come se parlassi di castelli in aria che non diverranno mai realtà. Penso alla nostra casa di prima, alle amiche, alle feste scolastiche, come penserei a cose di cui un altro ha fatto esperienza, non io. L'alloggio segreto col nostro gruppo di rifugiati mi sembra uno squarcio di cielo azzurro attorniato da nubi nere cariche di pioggia. L'area rotonda e circoscritta su cui stiamo è ancora sicura, ma le nubi si avvicinano sempre di più e sempre più stretto diventa il cerchio che ci separa dal cerchio incombente. Siamo immersi nelle tenebre e nel pericolo e urtiamo gli uni contro gli altri cercando disperatamente una via di salvezza. Guardiamo tutti in basso dove gli uomini combattono, guardiamo in alto dove regnano la quiete e la bellezza e intanto siamo tagliati fuori da quella tetra massa che non ci lascia salire in alto ma sta dinanzi a noi che come un muro impenetrabile, che ci vuol schiacciare ma ancora non può ancora. Non posso far altro che gridare e implorare: «O cerchio, o cerchio, allargati, apriti, lasciaci uscire!» La tua Anna
Venerdì 29 ottobre 1943
Mi sento come un uccello che vorrebbe volare in alto ma continua a sbattere le ali contro la gabbia, nell'oscurità più totale.
Martedì, 6 giugno 1944
"This is D-day" disse alle 12 la radio inglese... The invasion has begun!... Secondo i notiziari tedeschi, paracadutisti inglesi sono atterrati in Francia. Mezzi da sbarco inglesi combattono con i marinai tedeschi, dice la BBC. L'alloggio segreto è in subbuglio! Si avvicina dunque davvero la liberazione lungamente attesa, la liberazione di cui si è tanto parlato, ma che è troppo bella, troppo leggendaria per diventar mai realtà? Quest'anno, 1944, ci darà la vittoria? Non lo sappiamo ancora, ma la speranza ci fa rivivere, ci ridona coraggio e forza. Ci vorrà coraggio infatti per resistere alle continue angosce, alle privazioni, alle sofferenze; ora ciò che più importa è rimanere calmi e tenaci. Ora più che mai occorre ficcare le unghie nella carne per non gridare. La Francia, la Russia, l'Italia e anche la Germania possono gridare per la loro miseria; noi non ne abbiamo ancora il diritto. O Kitty, la cosa più bella dell'invasione è che io ho la sensazione che stiano arrivando degli amici. Questi orrendi tedeschi ci hanno così lungamente oppressi, tenendoci il coltello alla gola, che il pensiero degli amici e della salvezza ci riempie nuovamente l'animo di fiducia. Non si tratta più solamente degli ebrei, ma dell'Olanda e di tutta l'Europa occupata. Forse, dice Margot, a settembre o a ottobre potrò tornare a scuola.
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sabato 15 luglio 1944
« "la gioventù in fondo è più solitaria della vecchiaia." Questa massima che, ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita nono esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano. Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.» |
January 26
...video un po' datati ma ancora attuali...
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January 24 Un saluto ai miei visitatori  ogni tanto qualcuno passa e mi saluta...questi giorni però non sto rispondendo a nessuno perchè tra supplenze e lezioni non sono mai a casa. Inoltre sono così tanto stanca che vado a nanna presto  Il mio blog è semi abbandonato ma...tornerò presto...
Sono sparita anche dalla chatt  ...sono passati i giorni in cui non avevo nulla da fare e mi dedicavo alle pubbliche relazioni 
Mando a tutti un arrivederci a presto e vi regalo una filastrocca di carnevale...
Se comandasse Arlecchino
Se comandasse Arlecchino il cielo sai come lo vuole? A toppe di cento colori cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse ministro dello Stato, farebbe le case di zucchero con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella la legge sarebbe questa: a chi ha brutti pensieri sia data una nuova testa.
( di Gianni Rodari)
January 17
Il cappotto e Il naso sono tra i più significativi esiti della fantasia figurativa smisutata e della visione eccezionalmente surrealista del mondo del grande scrittore russo.
I due racconti costituiscono una amara e nello stesso tempo divertente satira dell'accidiosa burocrazia russa e degli apparati di tutto il mondo, popolati da personaggi interamente compresi nei loro ruoli e che conducono esistenze inautentiche e povere, qualora privati dei lustrini e degli oggetti che possiedono o dei gradi che ricoprono. Per i quali, spesso, qualsiasi imprevisto, più o meno drammatico, si rivela pericolosamente destabilizzante.
Il cappotto narra del gelo pietroburghese, quelo proprio di una città livida e ostile e della triste vicenda di un impiegato mite e remissivo, deriso dai colleghi, eternamente sottomesso, che viene derubato del cappotto, appena comperato dopo un anno di spaventosi sacrifici. L'indifferenza e l'egoismo degli altri lo finiranno ma imprevedibile è la vendetta...
Il naso racconta l'incredibile avventura dell'assessore collegiale kovalev, che si sveglia un bel mattino senza naso...
da IL NASO di N.GOGOL':
"Il maggiore Kovalèv aveva l'abitudine di andare ogni giorno a passeggio sulla Prospettiva Nevskij. Il colletto della sua camicia era sempre straordinariamente pulito e inamidato. I suoi basettoni erano di quel tipo che ancor oggi si può vedere fra gli agrimensori provinciali e distrettuali, gli architetti e i medici di reggimento, nonchè fra coloro che svolgono varie mansioni di polizia e, in genere, fra tutti quegli uomini che hanno guance piene e rubizze e giocano molto bene a boston: sono basettoni che attraversano una buona metà della guancia e arrivano fin sotto il naso. Il maggiore Kovalèv portava una quantità di ciondoli di corniola, sia con stemmi, sia con parole incise come: mercoledì, giovedì, lunedì e così via. Egli era venuto a Pietroburgo con uno scopo, e precisamente quello di cercare un posto conveniente al suo grado: se possibile, di vice governatore; altrimenti di cancelliere in qualche ministero importante. Il maggiore Kovalèv non era neppure alieno dall'ammogliarsi, ma solamente nel caso che la sposa avesse almeno duecentomila rubli di dote. Adesso, dunque, il lettore può giudicare da sè quale fosse lo stato d'animo del nostro maggiore quando vide uno stupidissimo spazio, piatto e liscio, al posto d'un degno e ben proporzionato naso....
Si morse le labbra con dispetto, uscì dalla pasticceria e, contrariamente alle sue abitudini, decise di non guardare nessuno e di non sorridere a nessuno. Tutt'a un tratto si fermò come inchiodato accanto al portone di una casa; sotto i suoi occhi si verificava un fenomeno inspiegabile. Davanti all'ingresso si era fermata una carrozza: gli sportelli si aprirono; piegandosi, ne balzò fuori un uomo in uniforme e corse su per la scala. Quale non furono lo spavento e nello stesso tempo lo stupore di Kovalèv quando in lui riconobbe il proprio naso! Davanti a questo spettacolo insolito, così almeno gli parve, la sua vista si annebbiò; sentiva che poteva appena reggersi in piedi, ma decise di aspettare a qualunque costo il ritorno del naso nella carrozza, sebbene tremasse tutto come in preda al delirio. Due minuti dopo, effettivamente, il naso uscì. Indossava un'uniforme ricamata in oro, con un grande colletto rigido; aveva pantaloni scamosciati e la spada al fianco. Dal cappello con le piume si poteva dedurre che si considerava in possesso del grado di consigliere di stato. Guardò da entrambe le parti, gridò al cocchiere «andiamo!» salì in carrozza e partì.
Il povero kovalev per poco non uscì di senno. Non sapeva nemmeno che cosa pensare di un fatto così strano. Com'era possibile, in realtà, che il naso che sino al giorno prima era sulla sua faccia, che non poteva nè camminare nè andare in carrozza, adesso fosse perfino in uniforme?..."
da IL CAPPOTTO di N. GOGOL':
"Bisogna dire la verità: dapprima gli fu difficile abituarsi a simili limitazioni, ma poi in qualche modo esse entrarono nella consuetudine e tutto andò benissimo; si era persino perfettamente allenato a digiunare la sera, ma in compenso si nutriva spiritualmente fantasticando all'idea del futuro cappotto. Da quel momento parve che la sua stessa esistenza si facesse in un certo senso più piena, come se si fosse sposato, come se qualche altra persona vivesse con lui, come se non fosse più solo, ma una gradita compagna avesse acconsentito a percorrere al suo fianco il cammino della vita, e quest'amica non era altri, appunto, che quel cappotto bene imbottito, con una robusta fodera che non si sarebbe consumata. Egli diventò anche più vivace, persino più fermo di carattere, come un uomo che s'è ormai stabilito e fissato uno scopo. Dalla sua faccia e dai suoi atti scomparvero il dubbio, l'indecisione, insomma, tutti gli aspetti oscillanti e indeterminati. Talvolta nei suoi occhi brillava una fiamma...
Akàkij Akakièviè si accorse soltanto che gli toglievano di dosso il cappotto e gli davano una spinta di dietro con il ginocchio; egli cadde bocconi nella neve e non capì più nulla. Dopo alcuni minuti ritornò in sè e si rialzò in piedi, ma ormai non c'era più nessuno...
E Pietroburgo rimase senza Akàkij Akakièviè, come se mai fosse esistito. Scomparve e si dileguò un essere che nessuno aveva difeso, che a nessuno era stato caro, per nessuno interessante, che non aveva attirato su di sè nemmeno l'attenzione del naturalista, il quale pure non disdegna di infilare su uno spillo una comunissima mosca e di osservarla al microscopio, un essere che aveva sopportato docilmente tutte le irrisioni del suo ufficio ed era sceso nella tomba senza aver compiuto alcuna straordinaria impresa; però, verso la fine della vita, a questo essere era apparso un ospite luminoso sotto forma d'un cappotto, un cappotto che per un istante aveva ravvivato la sua povera esistenza, ma sul quale poi s'era abbattuta implacabile la sciagura, così come si abbatte sugli imperatori e i sovrani del mondo...
Ma chi avrebbe potuto immaginare che questo non è ancora tutto a proposito di Akàkij Akakièviè, che egli era destinato a vivere ancora alcuni giorni dopo la sua morte e con gran rumore, come a ricompensa della sua vita da tutti trascurata? Eppure così accadde, e la nostra povera storia si conclude inaspettatamente nel modo più fantastico. Per Pietroburgo si sparsero a un tratto delle voci..."
January 15
Altro articolo sulla protesta rifiuti a Cagliari di Giorgio Melis
"... Confesso di provare imbarazzo per la nostra informazione davanti a una così sobria, disperante e tagliente requisitoria. Con un'avvertenza. Non si può parlare di informazione se chi dice di esercitarla ha deciso di mentire, di prescindere dai fatti, acectta il comando “va e uccidi” e sa già chi deve osannare. Non c'è confronto con chi prende appunti, registra dati e numeri ma aveva già il pezzo scritto, falsificando quelli che aveva finto di ricercare. L'esempio più semplice di come si fa disinformazione da parte di tamburini e lecchini d'oro degli amici del padrone è nell'uso dei numeri. Seimila tonnellate di rifiuti da smaltire sembrano un'enormità ai profani, quali siamo anche noi. E spaventano. Se non si spiega contestualmente, buttando nel cestino le informazioni ricevute, che sono lo 0,5 per cento di quel che si produce in Sardegna, l'equivalente di due giorni e mezzo della spazzatura isolana. Se non si dice che la Sardegna ogni anno deve esportare, per far smaltire nella penisola o all'estero, quasi 500 mila tonnellate di rifiuti tossici e nocivi per i quali non ha impianti adatti.
Così si può fare impunemente terrorismo, scatenare la tensione e le paure. Essere infine corresponsabili di guerriglia, violenza, vandalismo in luoghi religiosi, aggressione a tutori dell'ordine e cittadini di passaggio. Questo è l'aspetto più grave, che inchioda politici irresponsabili, editori, giornali e giornalisti istigatori e fomentatori di trame miserande. Che poi fingono recriminazioni e solidarietà, mostrano sghignazzando sotto i baffi lacrime da coccodrillo. Su base locale, sono peggio, superano il Caimano di Moretti. Abbiamo un altro genere di sauri: gonfi di putredine politica, morale e professionale. Sono gli aligatori che hanno sguazzato in questa puzzolente e fraudolenta discarica in cui è disonorata la politica, il giornalismo, la civiltà della convivenza e del rispetto anche nel dissenso fra avversari. Altro che pagina pagata. È ora di lanciare un appello generale per la caccia grossa a questi aligatori voraci, feroci, spietati. Sono un vero pericolo per la democrazia"
leggi intero articolo su:
altro articolo:
I paladini della libertà che sfidano il tiranno hanno dimenticato di leggere la Costituzione
di Rossana Deplano e Giorgio Mangiaracina
vedi su: www.altravoce.net
January 12
A proposito della protesta che c'è stata a Cagliari contro l'arrivo dei rifiuti campani riporto ( in parte) un articolo a mio parere interessante e vi lascio il link:
Una sporca battaglia premeditata cercata, voluta e perduta Terrorismo politico-informativo: disonora i sardi più dei rifiuti
di Giorgio Melis
Una battaglia voluta, ricercata, creata, premeditata. Attizzata con una sinergia politico-informativa e falsi clamorosi: per creare la tensione e l'allarmismo necessari per far precipitare la situazione. Preceduto e accompagnato da inaccettabili responsabilità della Regione e di Renato Soru nella mancata gestione trasparente dell'operazione. Ma gli scontri in cui è degenerata la contrapposizione sulle banchine e all'esterno del porto industriale sono frutto di una vera e propria strategia della tensione. L'ha innestata a freddo L'Unione Sarda ieri mattina, evocando falsi scenari terrificanti in una titolazione apocalittica: in contrastro con il contenuto stesso dell'articolo. È proseguita con ambigui o deliranti servizi da parte di Videolina e Rai3, in un crescendo di azioni e reazioni politiche che hanno creato il giusto clima per far esplodere tutto all'arrivo del traghetto con 22 Tir e 600 tonnellate di rifiuti da Napoli...
Davvero era necessario arrivare a tanto? Davvero una protesta assolutamente legittima doveva essere forzata oltre il dovuto e sfociare in aspri scontri, come se la Sardegna stesse per essere invasa da una flotta di unni per spargere sangue e veleni e dunque da respingere a qualunque costo? Bisogna riportare i fatti alla loro reale portata. Era in arrivo una nave con 600 tonnellate di rifiuti a bordo, altre due con carico analogo erano in partenza da Napoli e sono state bloccate.
Tardivamente, ieri sera Soru ha spiegato che la Sardegna ha preso l'impegno di addossarsi e smaltire seimila tonnellate di spazzatura. Doveva spiegarlo tutto, bene e subito: senza reticenze. Si deve dissentire con forza da questa comunicazione scadente e monca: non avrebbe cambiato nulla nel disegno premeditato ma avrebbe reso tutto meno ambiguo. Ma si è voluta montare una deliberata politica che c'entra nulla con i rifiuti: solo mettere nel mirino Soru, colpirlo a qualunque costo, anche pronti a una protesta che poteva degenerare.
Ci sono state teste rotte, feriti lievi. Ci fossero state conseguenze più gravi, sapremmo chi ringraziare: testate giornalistiche, politici, sindaci e onorevoli vari. In particolare gli indipendentisti, a cominciare da Gavino Sale. Con grande coerenza e intelligenza politica ha fatto da testa d'ariete ai militanti e dirigenti dei partiti del centrodestra. Quelli che a suo tempo non alzarono un dito contro l'operazione segreta del governo Berlusconi per lo stoccaggio delle scorie radioattive in Sardegna. Quelli che erano contro lo sfratto degli americani da La Maddalena. Quelli che sono ancora contro battaglia per eliminare le servitù militari. Complimenti per la compagnia.
Le ragioni dell'indipendenza, la dignità dei sardi si difendono “affondando” alcuni carichi di spazzatura in un'emergenza nazionale senza precedenti? Il disonore e l'offesa è rivolta ai soli sardi? Altre 11 Regioni si sono dichiarate disponibili e hanno precisato le quantità di rifiuti che smaltiranno. Cinquemila il Piemonte e l'Emilia, stessa quantità forse per la Sicilia che in cambio chiede soldi per i termovalorizzatori, quattromila la Toscana, fino al minuscolo Molise che ne smaltirà tremila, e mille la Calabria, senza impianti. Alla Sardegna ne toccano seimila. Meno di quanto ne produce e tratta in tre giorni tre (2.190 tonnellate al dì).
Seimila tonnellate sulle 800 mila annue, tutte nostre. Il quattro per mille della capienza delle nostre discariche, che attualmente è di un milione 700 mila tonnellate. Senza precisare l'ordine delle grandezze rapportate a quelle nostre complessive, senza ricordare che due terzi d'Italia (a parte Lombardia e Veneto, i maggiori clienti a prezzi stracciati della camorra per dirottare i loro rifiuti in Campania) si sono coinvolti responsabilmente nell'operazione. Senza chiedersi a che titolo e con quale motivazione la Sardegna avrebbe potuto sottrarsi all'obbligo di partecipare a risolvere un'emergenza nazionale.
Senza tutto questo, non si può che censurare aspramente una cinica e sporca battaglia condotta esasperando fino all'inverosimile la portata e le ricadute dell'operazione. Dunque il fondamento stesso di una protesta ben sopra le righe: esasperata volutamente e spregiudicatamente. Questo è il punto: si è ingigantita una vicenda per spaventare la gente, per spingerla alla reazione, per giustificare una protesta politica orchestrata da ben precise forze con le solite, determinanti collusioni giornalistiche a tutto campo...
Per una grande contestazione popolare e politica, bisognava preventivamente preparare il terreno, avvelenare i pozzi e l'ambiente sociale. Per tutta la giornata di mercoledì, nel colpevole e ambiguo silenzio della Regione, tutti gli organi di informazione avevano recepito che dovessero arrivare almeno 1500 tonnellate di rifiuti, forse il doppio, e così hanno scritto e detto ieri. A differenza degli altri, L'Unione Sarda ha sparato a tutta pagina: “Per un anno in Sardegna arriveranno i rifiuti di Napoli. Ogni settimana 750 tonnellate”, che per 52 fa 39 mila tonnellate. Da far tremare, la prospettiva della monnezza-express, dei convogli navali che per dodici mesi avrebbero dovuto portare i traghetti sulla rotta Napoli-Cagliari od Olbia con un carico di rifiuti. Di queste falsificazione, nell'articolo non c'è traccia, tranne un vago accenno a spedizioni ripetute nel tempo.
Com'è che gli altri giornali e tv avevano solo il dato di 1.500 tonnellate e L'Unione una cifra 24 volte superiore? Solo nel titolo e non nel testo, il dettaglio di 750 tonnellate a settimana per dodici mesi (l'incarico del commissario straordinario De Gennaro per liquidare l'emergenza è fissato in quattro mesi). Informazioni riservate? No, perché era tutto vago, generico, senza una fonte, una notizia ufficiale od ufficiosa. Una premeditata scelta: terroristica. Bisognava spargere da un capo all'altro della Sardegna (fatevi raccontare com'era presentata la rassegna stampa del primo mattino su Videolina, per cogliere l'aspetto apocalittico, con la tv a fare da cassa di risonanza al quotidiano) la certezza che un'alluvione di pattume stesse per essere riversata sulla Sardegna, invasa per un anno, 365 giorni, da valanghe trash...
... Finisce mica qui...
http://www.altravoce.net/2008/01/11/premeditazione.html
altri aricoli:
Due buone notizie tra Napoli e Cagliari Spero non brucino come paglia o come quei sacchi attorno ai cassonetti
di Giulio Angioni
http://www.altravoce.net/2008/01/11/energie.html
Chi ha istigato e pagato gli ultras per le violenze con gli squadristi? Trama politica: per occultarele ecoballe spaziali di Unione e Polo
di Giorgio Melis
http://www.altravoce.net/2008/01/12/ecoballe.html
Dalla curva a Bonaria, contro Soru Notte di violenza con gli ultrasal fianco dei contestatori della destra
di Cinzia Isola
http://www.altravoce.net/2008/01/12/violenti.html
Soru: solidarietà dovuta e rischi zero La Sardegna esporta rifiuti nocivi In Procura contro le falsità de L'Unione
di Marco Murgia
http://www.altravoce.net/2008/01/12/disponibili.html
Quell'Apocalisse annunciata dai media e l'improvviso sdegno ecologista di chi non sembrava amasse la Sardegna
di Francesca Madrigali
http://www.altravoce.net/2008/01/12/apocalisse.html
Il tricolore da arrotolare quando non serve Sconfitta la linea dell'egoismo di un centrodestra finto ambientalista
di Antonio Piras
http://www.altravoce.net/2008/01/12/valori.html
January 10
Dedicata a chi in questo momento è triste , scoraggiato o preoccupato...
Tre Piccoli Uccelli
Non preoccuparti di niente, perchè ogni piccola cosa andrà bene. Cantando: non preoccuparti di niente, perchè ogni piccola cosa andrà bene!
Mi son svegliato stamattina, sorridente con il sole che stava sorgendo, tre picccoli uccelli erano seduti sul gradino della porta cantando dolci canzoni dalle melodie pure e vere, dicendo "questo è il mio messaggio per te"
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Cantando: non preoccuparti di niente, di niente, oh! ogni piccola cosa andrà bene! Non preoccuparti! Cantando: non preoccuparti di niente, io non mi preoccupo! perchè ogni piccola cosa andrà bene!
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January 07
A PROPOSITO DI FANTASIA E SOGNI...
“ l’intelligenza insita nell’immaginario è libertà di pura ideazione. Il soggetto non avendo potere su altri aspetti, ha la facoltà di agire attingendo ai propri sogni e alla vita segreta dell’inconscio. Quando l’immaginario si affievolisce, o spegne, vengono meno altre energie individuali. La voglia di costruire, muovere, amare”.
January 03
QUESTA è LA STORIA DI CINQUE GATTI RANDAGI: TOPO TOPONE, STRACCIASTRACCI, RANTOLO SGOCCIOLO E DIVINA. SI CHIAMANO PASSEGGIONI PERCHE' AMANO FARE LUNGHE PASSEGGIATE PER CAGLIARI. HANNO NOMI STRANI, QUESTI GATTI, E NELLA LORO PRIMA STORIA SCOPRIAMO IL PERCHE'...MA MENTRE PASSEGGIANO E CHIACCHERANO INDISTURBATI UN SUONO LUGUBRE E INSISTENTE RIECHEGGIA PER LE VIE DI CASTELLO, TRASCINANDO I PASSEGGIONI NEL BEL MEZZO DELLA LORO PRIMA AVVENTURA. CHI VUOLE SPAVENTARE I MICI PIù SIMPATICI DEL QUARTIERE?
DOPO IL RACCONTO, APRIAMO LE FINESTRE SU CASTELLO: SEI PICCOLE CHIACCHERATE FELINE SUI MONUMENTI DEL QUARTIERE, PER SCOPRIRE IL FASCINO DELL'ANTICA CITTA' E SAPERE QUALCOSA DI PIù SULLE SUE ORIGINI.
 January 02
Il 2007 se ne è andato! Qualche cambiamento per me c'è stato...mi sono laureata e ho cambiato lavoro. In seguito al licenziamento ho dovuto lasciare i deliziosi bambini del doposcuola, bimbi della scuola materna e le mie care colleghe con le quali si rideva tanto. A settembre è iniziata la mia nuova carriera nella scuola materna...molto precaria perchè per ora faccio solo supplenze ma comunque una bellissima esperienza. A ottobre ho fatto la pazzia di iscrivermi nuovamente all'università, ancora una volta al corso di Scienze della Formazione Primaria però indirizzo scuola elementare.
Altra novità importante del 2007: ho innaugurato questo space live. Per riservatezza e timidezza non scrivo mai niente di personale, ma forse si può capire che tipo di persona sono tramite le immagini ,le foto , la musica e le recensioni dei film che scelgo di pubblicare!
In campo sentimentale niente di nuovo, a parte il fatto che io e Andre proprio l'ultimo dell'anno abbiam festeggiato 12 felici anni insieme!
Cosa desidero per il 2008? Spero di lavorare con maggiore continuità rispetto a questi ultimi mesi, di finire entro l'anno gli esami universitari, di poter viaggiare e di vedere e divertirmi più spesso con Andre, i miei amici e i miei super cugini, visto che laurea a giugno mi ha tolto tanto tempo e tante energie. Purtroppo mi aspettano mesi di studio e lezioni obbligatorie...spero non siamo troppo pesanti e spero di non trascurare troppo questo blog!
Spero tante altre cose... ma tengo la linea che ho seguito nel 2007 e non mi sbilancio troppo !
Ciao a tutti 
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